Calzoni : Attacchi, critiche e un "no a finanziamenti" di nuovi tagli produttivi
Scritto da uilmbrescia il Dicembre 19 2014 12:21:45
Fonte: BRESCIAOGGI del 19/12/2014
(nella foto da sinistra Calzoni, Imberti, Consolati e Amadio)

"C'è un silenzio assordante e nel frattempo, Brescia continua a perdere le sue chance, ultima quella di Piombino.
Anche dall' AIB non una paola di fronte ai pericoli che corre la siderurgia bresciana. S è espressa Federacciai, ma in un certo senso ha le mani legate".
UGO CALZONI, ex braccio destro del CAVALIER LUIGI LUCCHINI e già direttore dell' ICE è tornato all' attacco, durante l'incontro per analizzare la crisi della Siderurgia e indivuare i possibili sbocchi, organizzato dalla UILM provinciale:
- A condiviso la critica all' Associazione Industriale mossa dai metalmeccanici della UIL durante il confronto all'AC HOTEL.
"Il patto per Brescia si è rivelato aria calda, fallito anche quello", ha aggiuto Calzoni rincarando la dose ed evidenziando che "ci sono imprenditori bravi dentro i cancelli, ma non così bravi fuori". Non ha risparmiato critiche al Presidente degli Industriali, Marco Bonometti, riponendo speranze nelle nuove generazione, come quella rappresentata in camera di commercio: "Il neo presidente, GIUSEPPE AMBROSI, è capace, attento e non manovrabile", ha sottolineato.
Sul fronte Piombino "forse c'è ancora margine-ha detto Calzoni-per un rapporto con gli algerini, non certo però per un impianto di preridotto, irrealizzabile".
Il problema è che i siderurgici continuano a cannibalizzarsi, senza riuscire a creare una sintesi strategico-produttiva, ultimo episodio l'acquisto del laminatoio "Caleotto" da parte di Duferco-Feralpi: l'operazione sarà accompagnata da nuova concorrenza per una fetta di mercato locale.
L' ex direttore generale dell'ICE, in fine, ha detto "no ad un nuovo finanziamento degli abbattimenti delle produzioni nel settore".
MARTINO AMADIO, segretario generale UILM BRESCIA, e PIETRO IMBERTI, ex leader territoriale dei meccanici UIL, hanno puntato l'attenzione sulla contrattazione aziendale partita 25 anni fa nelle fabbriche della Lucchini con la figura dell' "arbitro" scelto dalle parti: un modello, tuttora in vigore in alcuni ex stabilimentio del gruppo, come ha ricordato LUCIANO CONSOLATI (docente universitario ed esperto di politiche industriali).
Un impostazione, alla base del contratto di secondo livello con salario variabile legato al risultato, che la UILM ripropone e rilancia.
"Ma serve un coinvolgimento dei lavoratori concreto e non notarile, puntando su indicatori chiari, misurabili e verificabili", ha concluso Consolati.